cantoterapia

Cantoterapia: liberarsi attraverso la Voce

In molti si chiedono se la musicoterapia e ancor più la terapia del canto siano efficaci nel risolvere problemi più o meno gravi inerenti il nostro equilibrio psicofisico. Ebbene, oggi cercheremo di capire perché la terapia del canto sia efficace per lenire e guarire numerosi disturbi psicofisici.

La nostra voce è uno dei veicoli principali attraverso cui sfoghiamo le nostre emozioni, le esprimiamo o le reprimiamo. Purtroppo sin da piccoli la nostra voce riceve diversi condizionamenti che la educano alla “compostezza”. Citiamo di seguito un articolo della musicoterapeuta e vocal coach Giovanna Bussandri:

“Quando un bambino urla di gioia o quando piange gli si dice di stare zitto, di non essere maleducato, di abbassare la voce specie se si trova in pubblico e se da un lato questo gli consente di vivere in una società civile, dall’altro il bambino impara che esistono suoni giusti e altri sbagliati. Il bambino viene di fatto condizionato a modulare la voce affinché non arrechi disturbo. Questo rappresenta un primo condizionamento. Sin da bambini apprendiamo che ci si può esprimere ma solo in un modo che sia accettato dalla società, che non sia fastidioso e, se ci pensiamo, “primitivo”. La voce viene vista da subito come un veicolo di possibile fastidio, se non usata in modo appropriato. Si impara in una parola a Reprimersi. Ma cos’è che stiamo imparando a reprimere insieme alla voce? Le emozioni.

Appare evidente come il canto sia in grado di tirare fuori quelle emozioni, quella parte “primitiva” e istintiva di cui esso si nutre. Il canto è una forma espressiva primitiva che ci accomuna ad alcune specie del regno animale. (Vedi l’articolo Perché gli Uccelli (e gli esseri umani) cantano?)

La nostra voce inoltre ci dice molto sul nostro stato psicofisico. “Una mascella serrata, un addome contratto influenzano il suono della nostra voce, del nostro canto e rivelano tensioni. Attraverso la voce e attraverso il canto, è possibile liberarsi dal peso di emozioni inespresse o a lungo represse, da blocchi del proprio passato. È questo che fa il canto quando diventa espressione del sé e terapia, perché il canto quando è autentico, è liberatorio se gli si concede di esserlo, se ci si affida ad esso, se lo si ascolta.” (Giovanna Bussandri)

Il canto appare dunque un mezzo privilegiato per liberarsi dal bagaglio spesso pesante di emozioni represse o inespresse, una forma d’arte ma e una terapia in grado di metterci in contatto con la parte più profonda di noi stessi.

Numerosi studi ed evidenze cliniche dimostrano l’efficacia e la validità della cantoterapia in soggetti con disturbi di vario genere dall’ansia sociale alla depressione. Il canto permette di acquisire uno stato di Benessere generale. Un allentamento della tensione muscolare diaframmatica scatena l’aumento di produzione di analgesici endogeni, come le catecolamine, da parte del sistema nervoso; il canto inoltre affina il funzionamento del sistema immunitario migliorando lo stato generale di salute dell’individuo. Anche nella vita intrauterina varie ricerche hanno dimostrato che le canzoni cantate dalla mamma calmano il feto. Inoltre come già spiegato in diversi articoli su questo portale, la produzione musicale e il canto migliorano la plasticità cerebrale.

Tra i Benefici della cantoterapia:

  • Benefici fisici: a livello respiratorio, ad esempio, alcuni studi suggeriscono che il canto aumenti la forza dei muscoli respiratori (Kiens, Reimer, e Guyn, 1999); a livello cardiaco il canto sembra produrre cambiamenti di lunga durata sia nel sistema cardiovascolare che a livello polmonare; a livello immunologico, ad esempio all’università di Francoforte è stato dimostrato che i coristi, dopo un’ora di canto del Requiem di Mozart, avevano un aumento di concentrazione sanguigna di immunoglobina e idrocortisone (Clift and Hancox, 2001); neurologico, essendo in grado di  indurre cambiamenti plastici nel il cervello con l’allenamento costante.
  • Benefici psicologici ed evolutivi: il canto aumenta le capacità comunicative, su più livelli: espressivo e verbale; provoca un effetto di catarsi e sollievo; aumenta la conoscenza di sé e del proprio modo di funzionare oltre che delle competenze musicali; favorisce lo sviluppo intellettivo grazie ai cambiamenti adattivi nei circuiti neurali relativi all’apprendimento di competenze motorie (Nielsen e Cohen, 2008).
  • Benefici sociali soprattutto durante le attività corali, in quanto porta ad aumentare il senso di appartenenza ad un gruppo, a maggior integrazione sociale, a capacità di comunicazione e senso di comunità.
  • Benefici musicali: comprensione della musica, ad esempio, la struttura, il fraseggio; lo sviluppo della memoria musicale; l’aumento della competenza vocale, la colorazione tono, l’intonazione, il ritmo e la sonorità; la creazione di un repertorio musicale.

Tre rami del nervo vago sono coinvolti nella produzione della voce: il ramo faringeo, il ramo laringeo ricorrente e il ramo laringeo superiore. Grazie alle sue strette connessioni con la laringe, il nervo vago, il principale del sistema nervoso parasimpatico, se stimolato da attività quali vocalizzare, cantare, piangere, ridere (ma anche tutte quelle che hanno a che fare con la nutrizione, quali mangiare, bere, succhiare), determina rilassamento e produzione di endorfine (Porges, 2014).

La cantoterapia viene utilizzata in ambito clinico e nella psicologia funzionale. Ha diverse finalità e utilizzi.

A chi si rivolge?

La terapia del Canto è adatta a tutti.

La Terapia del canto ha origini molto antiche pensiamo al canto sciamanico! Ancora oggi nelle tribù di tutto il mondo il guaritore intona canti per curare i membri della tribù.

Nella giungla del Perù si definisce “icaro” il canto o melodia che i guaritori usano durante il loro lavoro rituale. Non esiste una traduzione letterale di questo termine né in spagnolo, né in quechua. Il suo significato a livello operativo è molto più profondo ed importante: il canto sciamanico è il veicolo attraverso cui l’energia del guaritore viene trasmessa al paziente.

L’icaro è una parte fondamentale delle competenze dei guaritori dell’Amazzonia. Riassume la conoscenza dello sciamano, essendo parte del suo patrimonio curativo, la sua arma di lavoro e l’eredità che lascia al suo allievo. Né le parole né la comprensione del testo dell’icaro sono essenziali, ma lo è la melodia.

Il principio della canto terapia risiede nell’intonare melodie, rispondendo ad esse in una comunicazione esclusiva tra il musicoterapeuta e il paziente, o nel caso di canto terapia di gruppo, tra tutti i membri del gruppo.

Tra i centri in cui è possibile praticare la cantoterapia indichiamo:

Il Centro di Psicologia e Psicoterapia Funzionale di Padova (SIF)

La Sonamò Academy di Roma

La Scuola Italiana di Cantoterapia a Genova

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